AMORE

COMPASSIONE CON PASSIONE

Ieri, durante il mio giretto dopo l’allenamento in palestra, nel sentiero sterrato in mezzo alle vigne ho trovato un piccolo merlo ferito dai pallini di una doppietta. Aveva il collo quasi completamente spezzato, ma non abbastanza per poter morire in fretta senza soffrire.

Mi sono fermata e l’ho raccolto per vedere se potevo salvarlo. Purtroppo la testa ciondolava inesorabilmente appesa a qualche collegamento col resto del corpo che non gli permetteva di morire in fretta. L’ho preso tra le mani con la massima cautela per vedere l’entità del danno subito, constatando di non essere in grado di aiutarlo né a vivere né a morire (se non con un’azione violenta che è contraria alla mia natura). Avevo con me solo un pacchetto di fazzolettini infilati nella taschina dei pantaloni, poiché quando esco per correre evito di portare qualunque cosa possa distrarmi dall’ambiente.

Dopo aver superato l’iniziale sgomento nel tenere in mano quel corpicino ancora caldo e palpitante, che aveva la sola colpa di essersi trovato sulla linea di fuoco di un fucile da caccia, ho pensato che l’unica possibilità di fare qualcosa per lui era rimanergli vicino.

Così l’ho raccolto,ho steso un paio di fazzolettini come un lenzuolo, mi sono seduta accanto accarezzandolo piani piano sul dorso morbido e immobile per evitargli ulteriore dolore.

Lui respirata aprendo il beccuccio ogni tanto, l’occhio rivolto verso cielo era ormai spento, solo il capino riverso in modo innaturale si alzava impercettibilmente ad afferrare quel filo di vita che lo stava abbandonando.

Che cosa era successo, perché tutto quel dolore, perché quell’impossibilità a compiere i movimenti che poco prima facevano parte della sua vita: aprire le ali, volare, librarsi nell’aria, guardare la bellezza verde della campagna dall’alto, cercare gli amici per cantare insieme, perché tutto ciò era sparito?

Sentivo che lui se lo stava domandando perché non sapeva che sotto il suo volare sereno c’è un mondo che spegne la vita senza neppure accorgersi di averlo fatto.

Per un attimo ho desiderato di essere un mago che sfiorando quella creatura potesse trasmettergli l’energia necessaria per tornare a vivere. E invece no, non sono un mago e non sono riuscita a farlo tornare a volare. Ho solo potuto tenergli compagnia facendogli sentire la mia presenza e la mia partecipazione al suo dolore con la mano appena distesa a sfiorare il piumaggio ancora caldo, per non lasciarlo solo a morire nella polvere di un sentiero sterrato.

E’ morto sopra un lenzuolo improvvisato steso su un prato, con me vicina a rassicurarlo raccontandogli che “tra poco” tutto quel dolore sarebbe finito.

MANI                                   Opera dell'artista Emanuele Cazzaniga
MANI – Opera dell’artista Emanuele Cazzaniga

Adesso quel dolore me lo porto dentro e lo esprimo con le lacrime che mi scendono sulle guance mentre sto scrivendo.

E non me ne vergogno. Piango perché ho visto un piccolo merlo morire per niente.

23 risposte a "COMPASSIONE CON PASSIONE"

      1. E’ ciò che si spera non debba accadere mai. Per noi umani, poi, la sofferenza è a doppio senso. Per quanto mi riguarda ho la mia idea in merito. Spero tu possa “metabolizzare” presto questa sofferenza; c’è bisogno di tempo… e di parole.

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    1. La parola scritta è la mia espressione più sincera e autentica perché anche se scrivo distro l’impeto emotivo sono sempre lucidissima, con il parlato spesso l’emozione gioca scherzi imprevisti. Questo però vale solo se chi legge lo scritto ha la pazienza di leggere tutto ma, soprattutto, leggere in modo “giusto”. 🙂

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      1. “leggere in modo giusto” significa non fermarsi alla semplice cronaca di quanto è descritto, ma cercare il significato profondo che nel caso di questo post sono tanti: la morte in sé, la morte inutile, la morte come sollievo per le sofferenze quindi il mio favore verso l’eutanasia quando necessaria. E l’empatia verso tutto quello che succede itnorno a noi anche se non ci tocca direttamente, metterci nei panni degli altri per comprendere meglio. La difesa dei deboli di qualunque provenienza essi siano. L’amore verso la natura che è fatta di tutto tranne che di umanità. E se vuoi posso andare avanti ancora, ma credo di essermi spiegata abbastanza.

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      2. Ogni tanto una citazione non guasta.
        Non leggete per contraddire e confutare, né per credere e accettare per concesso, non per trovar argomenti di ciarle e di conversazione, ma per pesare e valutare.
        Francis Bacon,

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  1. Non esiste, forse, il modo giusto di leggere, ciò che qualcun’altro ha espresso in parole scritte, ma di sicuro vi è il “senso” in quelle parole che leggiamo!
    Non stupirti delle tue lacrime, stupisciti nel vederle negli occhi di chi ti legge…! Ciao Nadia 😘

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