Musica · Opinione

LEGGENDO LE CANZONI

Le canzoni hanno successo per una serie di concause spesso studiate a tavolino ma, qualche volta (benché di rado purtroppo a causa della grande quantità di denaro che gira intorno alla musica) per mera fortuna o valore puro.

La riuscita di un motivo o la popolarità di un artista ovviamente dipendono anche dalla moda del momento, dalla facilità con la quale si possono ripetere ossia quanto siano orecchiabili i ritornelli e da quante volte ci vengono ficcate in testa dai mass media, ma qui si torna al discorso del business.

Conosco cantanti, cantautori o musicisti di grande talento che non hanno avuto successo perché nessuno li ha spinti in modo adeguato, oppure il loro lavoro non ha avuto l’attenzione che meritava da parte del pubblico. In ogni caso succede a chiunque di innamorarsi di brani che non hanno nulla d’interessante se non un buon arrangiamento o una voce giusta per quelle particolari parole.

Poi ci sono le magie, i sortilegi come il connubio Mogol-Battisti che difficilmente si ripetono. Il primo è un paroliere senza eguali, e Lucio con la sua voce ma soprattutto con la sua musica e gli arrangiamenti sapeva trasformare quelle parole in autentiche perle preziose che, da oltre quarant’anni, fanno cantare gli italiani di tutte le età. Ma, come ho detto prima, succede 99 volte su un miliardo.

Oggi però vorrei prendere in considerazione due canzoni italiane che apparentemente esprimono il medesimo concetto ma, al di là dei gusti personali di ciascuno su voci e sonorità, analizzando i testi comprendiamo la fondamentale differenza sul significato del messaggio di ognuna.

Le canzoni sono “Meraviglioso” di Domenico Modugno riproposta nel 2008 dai Negramaro e quindi diffusa fino alla noia, e “C’è tutto un mondo intorno” scritta nel 1980 dai Matia Bazar con Antonella Ruggiero.

Benché “Meraviglioso” di Modugno sia stata osannata a dismisura proprio negli ultimi anni, io l’ho più di una volta smontata come potrete constatare anche nel mio post intitolato “Meraviglioso continua…”   del  3 gennaio di quest’anno, perché la considero oggi totalmente anacronistica, ma anche quando fu scritta nel 1968 non fu il massimo come inno alla vita, infatti all’epoca non ebbe il successo della versione recente, mediato anche dalla moda di recuperare i grandi del passato.

Di seguito scrivo entrambi i testi in modo che possiate considerare le parole.

“Meraviglioso” di Domenico Modugno

 E’ vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l’acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh
D’un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così:
Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà apparire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l’abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso

“C’è tutto un mondo intorno” dei Matia Bazar

Se per caso un giorno o l’altro
ti trovassi solo sai
senza una compagna che ti aiuta nei tuoi guai
e se poi il cielo blu
si chiude all’improvviso su di te
e ti senti come un ladro che
ha paura anche di sé
guardati allo specchio
e guarda un poco un poco intorno a te
c’è tutto un mondo intorno che
gira ogni giorno e che
fermare non potrai
e viva viva il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo dai
Se nel buio che ti avvolge
una fiamma scorgerai
corri corri senza indugi
forse è il sole che tu vuoi
ma se come un fiume in piena poi
il tempo ormai usato se ne va
ed un naufrago ti senti tu
da solo scruta il blu
quella fiamma sconosciuta
è la tua zattera lo sai
dai
c’è tutto un mondo intorno che
gira ogni giorno e che
fermare non potrai
e viva viva il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo
dai…
che gira ogni giorno
e che fermare non potrai
e viva viva il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo dai…
c’è tutto un mondo intorno
che gira ogni giorno
e che fermare non potrai

Ad una prima lettura superficiale entrambi celebrano le bellezze del creato con il valore dei sentimenti, e fin qui ci può stare.

Ma, mentre il primo invita ad osservare e godere staticamente di ciò che ci è stato donato (quindi fruirne in modo passivo e quasi parassitario), il secondo incita all’azione. Sì osservare e prenderne atto, ma anche donarsi “entra dentro al mondo dai” quindi non stare lì a godertelo e basta, cerca di contribuire a migliorarlo o almeno conservarlo aggiungerei.

Ecco ho finito.

Desiderio di spigolature o sottigliezze il mio?

Può darsi. Resta comunque il fatto che se imparassimo a capire il vero significato di quello che leggiamo o ascoltiamo in ogni settore dell’esistenza, senza ripetere la lezione a memoria giusto per dire che abbiamo studiato, forse la vita sarebbe meno complicata. Magari più faticosa, ma probabilmente in un mondo “meno difficile”.

Opera dell'artista Emanuele Cazzaniga
Opera dell’artista Emanuele Cazzaniga

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