Opinione

LEGGENDO D’AMORE IN UN GIORNO DI PIOGGIA

Oggi, benché il calendario dica 30 marzo, il clima è perfettamente autunnale. Di quella perfezione che meglio non si può: piove fine, fitto e senza sosta, la luce non s’è vista per niente, la foschia nasconde tutti i colori uniformando il paesaggio in un grande bozzolo che fa venire solo voglia di stare in casa al caldo a sonnecchiare.

Oppure.

Oppure c’è sempre e potrebbe essere: ascoltare musica, guardare la tv, leggere.

Leggere o RI-leggere.

Ecco, rileggere è proprio quello che sto facendo io.

Casualmente sono capitata dentro una cartella del pc che contiene lo scambio di missive tra me e un amore finito un paio d’anni fa.

Io scrivo tanto, scrivo sempre, scrivo tutto, di bello e di brutto.

E’ maniacale e vitale scrivere, per me.

Inevitabilmente, talvolta, il mio interlocutore è quasi obbligato a rispondere scrivendo. Così ho riletto quanto ci siamo scritti prima, durante e dopo la nostra storia.

Adesso, con la mente più sobria di allora, mi domando come mai siamo riusciti a fraintenderci al punto di lasciarci. Non per stanchezza, non per altri amori improvvisi, né per consumato amore. Semplicemente parlando senza comprenderci reciprocamente.

E pensare che entrambi siamo (o eravamo) convinti di essere persone intelligenti, comprensive, senza pregiudizi, ben disposte a tenere viva una storia che vale.

E invece, pur essendo adulti ben rodati (ambedue abbiamo avuto più di una convivenza, io anche un matrimonio) non siamo stati capaci di tenere in vita quell’amore che piaceva così tanto a entrambi.

Se dovessi dare un giudizio sommario, direi che abbiamo peccato del solito egoismo che rappresenta il maggior motivo di fallimento dei rapporti umani. Ognuno pensa di avere diritto alla soddisfazione delle proprie necessità, di spegnere le ansie sorvolando su quelle del compagno/a, di avere le idee chiare e comportarsi nel modo migliore per far funzionare il rapporto, di saper comprendere come funziona l’altro. Tutte presunzioni o, volendo essere benevoli, ipotesi inesatte. Sì inesatte, non sbagliate: lo sbaglio è differente, è prendere una cantonata ben lontana dall’oggettività.

Mentre in questo caso c’è il beneficio della buona fede, poiché tutti e due si agisce per il bene comune.

Peccato che questo bene non sia percepito allo stesso modo.

E pensare che eravamo convinti di “incastrarci alla perfezione”…

Così, dopo tanti amori, tante storie, tanti piaceri e altrettante amarezze, rileggendo l’epistolario mi accorgo di non aver ancora capito che cos’è l’amore.

Vabbè, vado ad aprire l’uovo di Pasqua, magari ci trovo dentro un nuovo amore.

 

IMM.TELEFONO 30 MARZO 13 262

 

 

6 thoughts on “LEGGENDO D’AMORE IN UN GIORNO DI PIOGGIA

  1. E’ la storia, la “nostra” storia quella che leggiamo, che come mi dicono sempre non si fa con i “se”. Ma un bel ripensamento ogni tanto per rinfurbire un po’??? No? E allora vuol dire che andiamo bene così! 😉 (pensierino della sera).

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