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Se te l’avessi data….(La bouche)

Oggi si parla di libri, editoria, scrittori e aspiranti tali.

Tra le tante imprese impossibili che tento di portare avanti in veste umana è ormai risaputo che diventare scrittrice è fra le preferite. Pertanto, compatibilmente con le altre mie fissazioni, incontro persone che potrebbero darmi informazioni interessanti al fine di cercare la via migliore, non dico per raggiungere lo scopo, ma almeno tentare di avvicinarlo.

Benché, come dico spesso, per me la scrittura sia una forma di sfogo e svago destinati ad alleviare il sovraffollamento cerebrale che m’accompagna da sempre, poter dedicarvi più tempo, avendo meno impegni lavorativi e di sopravvivenza, sarebbe fonte di serenità.

Sta di fatto che un po’ di “movimento” intorno a me s’è creato vista la vivace e consistente partecipazione alla presentazione dei miei libri. In questa occasione ho avuto modo di conoscere giornalisti e scrittori “veri”, o comunque professionisti, che mi hanno benevolmente concesso l’attenzione e anche il piacere di approfondire la conoscenza in altre occasioni.

Una di queste è capitata ieri incontrando un giornalista e scrittore presente alla serata. Incontro piacevole con un gentleman attento, arguto, e molto interessante anche dal punto di vista umano. Ovviamente i discorsi si sono concentrati soprattutto sulla nostra comune passione e, essendo lui un serio professionista, ne ho approfittato per avere un’opinione personale sul da farsi, soprattutto in considerazione del fatto che, pur avendo ottenuto un gratificante successo di pubblico, la vendita dei libri è insoddisfacente. Perciò gli ho domandato se poteva illuminarmi sul motivo di questo (per me) strano fenomeno, giacché io non sono un personaggio conosciuto e altre ragioni per presenziare all’evento non ve ne potevano essere. Lui mi ha sorpreso dicendomi: “Sono venuti per te”. Non è un pensiero nuovo, pochi giorni prima l’aveva espresso un amico, ma gli ho dato poca importanza poiché chi mi vuole bene mi segue volentieri nel mio girovagare tra svariate esperienze culturali. Espresso da uno sconosciuto, per di più esperto del settore, mi ha lasciato un po’ perplessa. Ho quindi domandato il motivo di questa affermazione perché la sottoscritta è la signora “nessuno” e, oltre alla manciata di conoscenti tutti gli altri avrebbero dovuto essere là solo per il libro.

“Evidentemente sei più nota di quanto tu possa immaginare, e qualcuno ha parlato di te suscitando la curiosità della gente che è venuta appositamente per vederti”. Effettivamente ho rilevato un sincero e acuto interesse durante lo svolgimento della “manifestazione”, soprattutto durante l’esposizione dei miei pensieri nudi e crudi espressi senza tanti giri di parole per addolcire il messaggio. Ed oggi eccomi qui a domandare: “nota” per chi e per quale motivo? Domanda destinata a rimanere senza risposta poiché nessuno sa dare spiegazioni.

L’unica certezza è che le grosse case editrici non considerano minimante la miriade di aspiranti scrittori che si presentano ogni giorno a bussare, quelle piccole faticano a stare in piedi pur mettendoci tanta buona volontà e tutto il resto è un gran calderone di fregature studiate ad hoc per invogliare poveri illusi a investire denaro in imprese fallimentari destinate soltanto al sostentamento di tipografie travestite da case editrici.

Sicché dovrò riporre le mie aspirazioni nelle mani della cosiddetta botta di fortuna che io non ho mai avuto nemmeno quando tiravi i dadi al gioco dell’oca, continuando a scrivere per puro sollazzo come ho fatto sino ad ora.

Però, c’è un però! Sembra che il mio appeal eserciti un certo fascino sulle persone, maschi o femmine che siano, di conseguenza ho pensato che probabilmente dovrei indirizzarmi verso altre forme di arte (si fa per dire). Ad esempio potrei fare l’opinionista nei programmi trash che prosperano egregiamente in tv, inventandomi un personaggio con una qualunque curiosa peculiarità da spandere nell’etere e incantare col mio presunto carisma chiunque voglia sentire nuove stronzate. Qualcuno mi ha anche suggerito di mettere a frutto la notevole e sottile carica di sensualità che, senza essere appariscente, si percepisce in modo prepotente, facendo la escort per gente dal palato fino che non cerca la super bellezza da calendario ma desidera qualche contorsione fisica e mentale in più. Il fatto è che ho il vizio di scegliere le persone cui permettere di avvicinarsi al generatore d’energia che c’è in me e quindi non riesco a funzionare su richiesta. A volte mi scappa un messaggio subliminale, proprio come è successo ieri sera con il mio interlocutore quando, inavvertitamente, ho usato la lingua per togliermi la panna montana dalle labbra. Inducendo l’amico a pronunciarsi così: “A proposito, me l’hai già data o…non ricordo più se….Sì scusa, non fraintendermi volevo sapere se avevo già la tua e-mail”.

Risposta: “Tranquillo, se te l’avessi data non l’avresti dimenticata…”

Nà bouche

Addento
E Sorrido
Ancora
Sempre…

3 risposte a "Se te l’avessi data….(La bouche)"

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