AMORE

LETTERA D’AMORE

DA UN CASSETTO DEL PASSATO

Quando ti ho detto che sei un regalo per me, ho espresso la sensazione precisa che avevo in quel momento perché da tanto tempo non mi succedeva d’incontrare una persona interessata solo a ciò che stavo dicendo, pur se le parole la riguardavano direttamente.

Un altro regalo (altrimenti detto “miracolo”) sarebbe…essere amata da te e poterti amare serenamente…ma in questo non spero molto. Non perché è impossibile che io e te ci si possa amare: è la cosa più facile che  possa accaderci, ma è impossibile poterci amare serenamente, a meno che non succeda il solito miracolo…ma io non credo molto nei miracoli.

I motivi penso tu li possa immaginare, non so quale sia prevalente, in ogni caso per me forse sarebbero minori poiché, essendo una nomade mentale e a volte anche sentimentale, potrei godermi la tua persona in toto e poi passare ad altro come ho sempre fatto, che duri un mese o mille anni la storia con te  non ha importanza. Smontare il mio amore per te, smontare tutto ciò che avevo inventato per noi, mettere la bella storia nei miei preziosi archivi e tenerti nella “nicchia”… del mio cuore a te e soltanto a te riservata.

Non credo invece che a te possa bastare ciò che ho io da offrirti, anzi…sicuramente io ti offro effetti speciali mirabolanti ed emozioni che non hai mai provato nella tua vita e che forse non proverai mai…il problema è che non penso sia quello che tu vuoi. L’altra sera mi hai detto che quello di cui senti maggiormente la mancanza, oltre alla presenza di tua figlia ovviamente, è la sensazione di avere una famiglia…ecco, io questa sensazione non potrò dartela mai, potrei metterci tutta l’anima, tutto l’impegno di cui sono capace, ma non potrò mai essere una famiglia per nessuno. Non perché non lo voglia o non lo desideri, ma perché mi manca completamente il senso della famiglia, non ho mai avuto una famiglia, ho provato a farmela ad inventarmela, ma non è nella mia natura perché io credo di essere di una specie diversa, probabilmente umana, forse mezza umana, mezza aliena, mezza animale, non lo so e non so se mai lo scoprirò…

Faccio parte di quella razza di lupi solitari sparsi per tutto il creato, che si conoscono uno ad uno, restano in contatto tra loro, ogni tanto s’incontrano per cantare insieme alla luna, ma poi tornano a percorrere il loro sentiero che è inevitabilmente stretto e può contenere solo le zampe di un individuo, siano due o quattro queste zampe non ha importanza.

Così era mio padre, così è mia madre, le mie amiche più care, e i miei affetti più profondi. Siamo comunque una famiglia, una grandissima famiglia, ma non la famiglia che desideri tu, siamo una famiglia cerebrale, morale, sentimentale, i nostri legami sono vari e differenti, possono essere il dolore, le varie forme d’amore, per la musica, gli animali, la natura, l’altruismo, le lotte contro le brutture del mondo, i sogni, la follia o le illusioni, l’alienazione ed il recupero di sé stessi, insomma la nostra famiglia è fatta di migliaia di “individui” la cui unione familiare si chiama “pathos”.

E’ la gioia di percorrere un sentiero incontaminato di montagna e raggiungere l’apice della vetta sputando l’anima per la fatica, è la gioia di vedere come sono i fiori dei ghiacciai, oppure assaporare l’anima che c’è dentro una musica, mangiare fino a scoppiare o ubriacarsi e ruttare all’infinito, osservare una luna grande come una grande luna, o incontrarsi in occhi di pazzo dentro un ospedale psichiatrico, i pazzi vedono sempre “chi” c’è dentro gli occhi un altro pazzo…è la sofferenza di vedere quant’è cattivo l’essere umano, la sofferenza di voler credere in Dio, cercare Dio e non trovarlo da nessuna parte, incazzarsi con Dio e sentirsi stupidi perché non ci si può incazzare con chi non si sa se c’è…sentire che Dio c’è ma non riuscire ad incontrarlo, maledire Dio perché se davvero c’è è uno stronzo ingiusto che si diverte a prendere per il culo l’umanità, e se Dio c’è e se un giorno potrò incontrarlo avrò un sacco di cose da dirgli e da chiedergli e gli griderò tutta la mia rabbia e la mia sofferenza e lui mi punirà ancora perché non avrò saputo apprezzare tutto ciò che mi ha dato (ed io ho tanto, ma veramente tanto) e mi dirà che cazzo me ne frega a me se vedo il mondo che soffre e che va a rotoli, mi dirà di farmi i fatti miei e di godermi quello che ho e che quello che ho me lo ha dato lui, e io gli griderò che non è vero che quello che ho me lo sono guadagnato con lacrime e sangue, lacrime della mia anima e sangue dal mio cuore.

E poi penso che se Dio esiste e veramente mi ha dato qualcosa, la cosa che mi ha dato è un cervello carico di energia e perfetto, talmente perfetto che hanno provato più volte a rubarmelo…e ammesso che sia merito di Dio se ho questo cervello, sicuramente è merito mio se questo cervello me lo sono ripreso ed ho imparato ad usarlo nel modo migliore ad usarlo e farlo fruttare soprattutto a mio beneficio, ma so che quando sto bene io possono star bene tante altre creature insieme a me, perché io genero energia positiva quando sto bene e questa energia positiva entra in circolo ed alimenta individui che di energia non ne hanno o l’hanno esaurita tutta ed io gliela regalo felice di farlo perché, questo è l’unico motivo che posso dare alla mia esistenza, l’unico che sono riuscita a trovare…

E adesso vorrei regalarti un pensiero.

In cuor mio (cuore umano di donna e basta) voglio che tu stia con me e che sia felice di ciò che ho da offrirti.

La creatura speciale invece ti dice che se c’è stato amore fra te e la tua donna, ed amore c’è stato avete il frutto tra di voi. Se pensi che potrebbe tornare l’amore (e se c’è stato può tornare, se non c’è mai stato non si può inventare), medita su quali sono i motivo di disagio tra voi, sicuramente sono motivo futili sui quali si sono stratificati noia, stanchezza e rancori, pigrizia ed abitudine. Fai pulizia, leva le crosta e fai prendere aria ai tuoi pensieri ed al tuo cuore, guarda se davvero è finita oppure basta dare una bella rassettata perché tutto torni a profumare di freschezza

Donna – Opera esposta alla mostra del Patchwork di Praga 2012

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