Freak

Ma, da venerdì…

Come stavo dicendo, con non so più chi, siamo passati dall’infradito all’anfibio saltando le scarpette leggere.

E…insomma che non ci sono più le mezze scarpe.

E poi, se devo dirla tutta, come faccio a rinnovare le canotte estive che mi ha regalato Carla al mio compleanno? Dovrò mica aspettare l’anno prossimo che c’è di mezzo il 22 dicembre dei Maya e magari non ci si arriva nemmeno che poi Carla pensa che non le metto perché non mi piacciono e ho fatto finta che mi piacevano.

Oh là! Mi sono sfogata.

Però la pioggia ci voleva proprio perché andando in campagna ho visto parecchia sofferenza tra la vegetazione, addirittura una vite secca stecchita tra i filari di in un’azienda vinicola di tutto rispetto che cura ogni pianta come un bebè. Questa azienda ha tantissima terra coltivata a vigneti nelle colline vicino casa mia, perciò ne seguo tutta l’evoluzione produttiva, dall’impianto di nuove viti alla rotazione colturale per il rinnovo del terreno.

Per esempio, lo scorso anno, tre grandi vigneti sono stati rimossi e la terra riempita con tantissime piantine di lavanda. Proprio nelle giornate di massima calura io salivo in alta collina nel bel mezzo del pomeriggio. Là, ho visto, più volte, un operaio di quell’azienda agricola a metà percorso, (tra la cascina di lavorazione a mezza collina e l’inizio della strada che percorrevo io ad inizio collina, tra i due punti c’è almeno un chilometro di terra scoscesa): l’uomo stava bagnando le piantine una ad una con una gomma lunga parecchie centinai di metri.

Per compiere il percorso completo, (tra salita e discesa sono circa dieci chilometri), impiego un’oretta o poco più secondo la fatica che ho voglia di spendere. Ritrovandomi al ritorno nuovamente ad inizio collina vedevo l’uomo sempre impegnato a buttare acqua sulla lavanda, con davanti ancora un intero appezzamento. Da ciò ho dedotto che il poveretto cominciava la mattina presto partendo dall’alto e finiva la sera, quindi stava tutto il giorno sotto il sole cocente con una canna di gomma, (credo anche discretamente pesante dal momento che doveva avere una buona portata per coprire tutta la coltivazione), a spruzzare acqua e, finito il percorso, c’era la lunghissima canna da riavvolgere. Certo, quel compito farà parte del suo lavoro, ma sembra quasi una punizione.

Tornando a noi: stamattina alla radio le previsioni meteo dicevano che da venerdì torna l’estate, non rovente come prima, ma sicuramente ancora ben soleggiata. E meno male, perché il contratto con le stagioni dice che all’autunno tocca dopo il venti settembre. Li vogliamo rispettare ‘sti contratti sì o no? Che io devo sfoggiare le mie magliette nuove e poi la gente comincia con la solfa del “non ci sono più le mezze stagioni”.

E’ proprio un mondo difficile, anche per chi ha le magliette nuove da sfoggiare.

Nuvole su Altacollina

6 thoughts on “Ma, da venerdì…

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