Opinione

SUCCEDE CHE

Succede che un amico/a, o persona che legge i miei post sottolinei le note di pessimismo che a volte trapelano da ciò che scrivo.

In realtà io non sono affatto pessimista, sono una semplice osservatrice di ciò che mi accade intorno mentre vesto la forma umana. Se quello che accade non piace, o è negativo, non è il mio pessimismo a renderlo tale. Non faccio altro che registrare e narrare. Tutto qui.

Direi, quindi, che al lettore non piace ciò che accade, oppure preferisce non accorgersi che accade sino a che qualcuno, come me, non lo evidenzia, oppure “gli accade addosso”.

So bene, caro amico, che è difficile prendere atto dell’andamento ecosocioumanstilvitoso del pianeta. Soprattutto prenderne atto obiettivamente, soprattutto sapendo che se ne fa parte, se ne è a volte concausa o comunque complice.

Potrei dirti: “ambasciator non porta pena”. Ma non è così. L’ambasciatore di pena ne porta e sopporta assai.  Parola di ambasciatore onesto, leale, e disincantato.

Il mondo (la terra) è bello, è meraviglioso in alcune sue parti. Spesso le risalto col mio dire queste sue meravigliose parti. Il fatto è che questo narrare è inteso come “luogo comune”: è ovvio che la prima viola che vedi sia un annuncio di primavera anche se la scorgi timida e pallida in un giorno di gennaio caldo di soppiatto dall’inverno. E’ ovvio che udire il picchio mentre cammini nel bosco, vedere volare il falco sulla tua testa, è un bel sentire e vedere. E’ ovvio che assistere in tarda serata ad uno special televisivo tutto su Lucio Dalla, con interviste, canzoni, momenti spettacolari del suo essere davvero un palmo sopra tutti e tutto senza mai farlo sentire, ma dedicandosi alla scoperta di altri talenti. Osservare il suo sguardo sempre spalancato verso il mondo per assaporarlo fino in fondo in tutto il suo bello e brutto. Ma Lucio Dalla aveva armi e bagagli per farlo più bello, questo mondo degli uomini, quindi poteva essere felice di starci dentro fino al collo. E noi felici che lui ci fosse per rendere più leggero il nostro esserci dentro, ma non allo stesso modo. Ciao Lucio e grazie di tutto.

E’ anche ovvio che avere la fortuna di lasciarsi invadere dai certi meravigliosi suoni, scegliendo uno a caso

 

Grande musica

 

 

 Oppure sapori

Slurp!

 Non colori 

Tramonto a Tenerife

 E colori

A casa di Ema in Toscana

Oppure vita

Collage con miei amori, omaggio di un amico

 Tutto e tanto bello eh…però ovvio!

Queste ovvietà le racconto spesso, ma passano abbastanza sottotono.

Le mie maldicenze luminescenti invece si fanno notare meglio. Chissà perché.

Forse perché il bello è un diritto acquisito, lo abbiamo, e quindi fa ormai parte di quel che nessuno ci può togliere. Ma quando io ti faccio notare che questo bello potrebbe toglierti lo sga-bello sotto il sedere da un momento all’altro e sbatterti col culo per terra, allora t’infastidisci un po’.

Ad esempio potrei chiederti: Hai sentito che cosa ha combinato il soldato americano in Afghanistan? Che cosa ne pensi? Tu probabilmente mi risponderesti che è colpa della guerra, o degli americani, o di chi la fa. Dipende dal tuo orientamento politico. Io penso che sia colpa della guerra certamente. Ma la guerra la fanno gli uomini. I soldati sono là perché qualcuno seduto su una comoda poltrona ha deciso di mandarli là. L’uomo si trasforma spesso in mostro anche se mostro non è. Quel soldato fuori di testa (c0me dicono le agenzie americane) o gruppo di soldati ubriachi stragisti per svago (come dicono la agenzie del paese ferito) è una spaventosa manifestazione dell’essere “umano”. Ma non è mica una novità. Quante morti e quante violenze gratuite hanno subito persone innocenti nel corso delle varie guerre sparse sul pianeta. E non è mica colpa del soldato che ha combinato il misfatto, non soltanto sua almeno. I soldati sono vittime spesso, sia quando tornano a casa tutti interi e si beccano una medaglia da dimenticare perché i reduci di guerra è meglio non sbandierarli tanto. Non si sa mai che cosa possono raccontare o fare se restano preda del vissuto sulla propria pelle, Vietnam docet! Poi ci sono gli esaltati che si divertono a vedere pezzi di carne sparsi ovunque, ci sono quelli che fanno la guerra a pagamento, ma questo è un altro discorso.

Immagina le immagini. Io le conosco bene e non le voglio pubblicare.

E dire che anche qui un pezzo di bello sono riuscita a vederlo: girano in rete meravigliosi, fantastici, commoventi clip di come vengono accolti i soldati al ritorno dalla guerra. Dai loro CANI! Cercali e goditeli. E’ una gran bel momento di vita per cui val la pena esistere. E ce lo regalano gli animali.

E, giusto in questi giorni ricorre il primo anniversario dell’ultimo tsunami in Giappone. Anche in questa occasione volendo un ripassino lo trovi facile facile. Visto l’altra  sera come vivono oggi le popolazioni colpite. Non scendo in descrizioni, non ne sono capace.

Anche non servono immagini basta accendere la mente

Adesso vorrei chiedere a qualcuno dieci ragionevoli motivi per essere felici di stare al mondo.

I miei sono semplici, sono proprio quelli della canzone di Modugno “Meraviglioso” che tanto mi sta sullo stomaco (la canzone) perché è un modo ottuso di vedere. Ottuso perché è solo il proprio punto di vista. Certo io potrei essere quantomeno serena: vivo in mezzo al verde che amo, ho una casa carina fatta su misura per me, ho un lavoro comodo, ho una salute fisica di ferro. Cosa posso desiderare di più!

Il mio desiderio immediato è che il “meraviglio” di tutti (il sole, il cielo, il mare ecc) continuino ad esistere non solo qui da me, ma anche a Fukushima, e invece non è così. Il meraviglioso della canzone ha una vista troppo corta per i miei gusti.

Se lo chiedo a te per esempio mi dirai: “vivo per i miei figli, mia moglie, i nipoti, la casa, il lavoro. Io mi accontento di poco”. E’ vero, ma quel poco è solo tuo. Se all’improvviso tutto ciò venisse a mancare saresti capace di trovare qualcosa di non tuo per cui valga la pena vivere? Non voglio la risposta, non mi serve.

Insomma val la pena se c’è qualcosa che ci appartiene e che funziona. Se c’è chi è meno fortunato di noi, non è colpa nostra, è vero.

Non va mica bene sai? E non lo dico per me. Io sono ambasciatore che porta dolore suo proprio, quindi ne ho già di mio a cui pensare, lo dico per te. Così magari apri un po’ gli occhietti pesti di visione corta e deformata.

Ti svelo un pensiero mio che spesso scandalizza chi lo apprende: io sono fortemente ottimista! Se fossi pessimista mi sarei già allontana dalla forma umana da un pezzo. Parola di vedetta missionaria in solitudine cosmica.

 

Immagine scattata, dopo paziente e lungo appostamento silente, da un amico che me ne ha fatto omaggio. Lui stesso grande estimatore del bello che abbiamo ancora.

12 thoughts on “SUCCEDE CHE

  1. Pesimista, le preoccupazioni lo schiacciano
    Cottimista, rosee previsioni un tanto all’ora
    Pezzimista, distrutto dalle fosche visioni del futuro
    Attimista, carpe diem, cogli l’attimo
    Pessimisto, prevede un mix di sventure
    Oggimista, intanto oggi va bene, domani si vedrà

    😀

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  2. Il dito lasciò che s’indirizzase al petto ad indicarne sua conferma al dubbio d’esser suo quello lo sguardo che come tratto traccia dardo,poi che ebbe lui raggiunto, ad evitar di dichiarasi intruso escluso.
    Anzi, a pretenter tanto, no, non posso esser raggiunto..,comunque:facili interpretazioni intervengo a tirasi fuori come ambasciator non porta pena vero che l’osservar esula da tante circostanze personali e cader in considerazioni di pietismo non rifletta anima.E’ vero che banali osservazioni ci fanno vedere un mondo alla deriva,dove la procreazione diventa un lusso per prospetto evidenziato.
    Ma non si può essere,oggi, solo osservatori,si rischia di cadere in routine di gruppo, pronti ad alzare bandiere di informazione,.certe visuali sembrano solo rese incondizionate, consegne dal prossimo ad un prossimo sempre più potente per amministrazione ; tante ingiustizie di globalizazione icombono e le guerre e gli inquinamenti ,e quelli che dicono, io non voto più, ma non mi interessa,quando tutto va a rotoli,non basta a sedare le coscienze.Ci vuole e si chiede più partecipazione.Credo che tanti problemi sono giunti ad un capolinea purtroppo molto pericoloso che turberà la quiete, no non possiamo cedere di un solo passo certe vite pagate non devono cadere in oblio la morte di Marie Colvin ce ne da segnale; la sua vita ci ha lasciato bagaglio che non possiamo scaricare facilmente.

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  3. ragioni che ho di essere felice? mettere un sorriso negli occhi di qualcuno, assaporare il piacere che si riesce a dare, ascoltare il silenzio della vita che mi circonda, sapere che ciò che sono non ha maschere, sapere che la libertà altrui e la mia sarà qualcosa per la quale avrò sempre la forza di lottare, sapere che mi commuoverò sempre quando mio figlio mi dirà je t’aime maman, sapere che posso contare sulla mia forza interiore, sapere che so ancora capace di sognare, vedere il bello nei giorni no, sapere che sono viva e posso nutrire la mia voglia di vivere dando, ascoltando senza pretese. Vedo il male di guerre, violenze su bambini, animali e persone e so che ciò che posso fare è lottare x mettere anche se è solo un sorriso negli occhi spenti di qualcuno. Leggerti ha aggiunto felicità, grazie per la tua vera essenza .

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  4. L’ha ribloggato su EVAPORATA®e ha commentato:

    Succede che spesso dimentico ciò che scrivo, perché scrivo tanto e non pubblico tutto, ma questo post che FB mi ha ricordato voglio riproporlo perché mi piace molto ed è sempre attuale…tranne per la mia situazione personale: all’epoca avevo un lavoro e potevo permettermi di guardare il futuro serenamente, almeno dal punto di vista economico. Ora sono disoccupata da due anni e la mia vita è assai difficoltosa, mentre la solitudine cosmica pesa sempre di più sul mio capo e la voglia di andarmene via diventa ogni giorno più forte.

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