Freak · Opinione

DI-PENDENZE

Dipendenti lo siamo tutti indistintamente.

Il minimo che ti possa capitare (se sei fortunato) è di essere dipendente del tuo datore di lavoro.

Sono imbarazzata a designare la mia peggiore dipendenza.

Personalmente ne ho sperimentate tante, ma proprio tante. Un po’ per curiosità un po’ per necessità, posso offrire la mia testimonianza su una buona varietà di esperienze policrome che potevano appiccicarsi a me e non abbandonarmi più.

Partendo dal banale vizio del fumo, alcool, stupefacenti di vario genere, manie, fobie, passando attraverso sofferti e difficili soggiorni in qualche ospedale neurologico che mi hanno portata ad approfondire le mie conoscenze con gli psicofarmaci più sofisticati (quelli usati in precedenza erano quasi farmaci da banco rispetto alle sostanze sperimentali che mi hanno propinato in una clinica dove fanno anche ricerca), ma di queste vacanze “dell’altro mondo” forse un giorno racconterò in modo dettagliato, posso vantare anche la dipendenza dagli zuccheri che, incredibilmente, è stata la più difficile da controllare ed ancora non sono riuscita ad eliminare del tutto.

Sembra impossibile eppure ho eliminato fumo, droga, alcool ecc. ma non riesco ancora a dominare i raptus che mi assalgono ogni tanto e mi portano ad uscire di casa in pigiama anche dopo mezzanotte per correre in una gelateria ancora aperta ed uscire con un bottino prezioso: 500/1000 gr. di gelato da spararmi nel gargarozzo prima di andare a dormire, tutto in una volta e tutto d’un fiato.

Ecco, dopo aver voluttuosamente divorato le golose creme al cioccolato, nocciola, bacio o crema e stracciatella, me ne vado a letto serena ed appagata come se avessi fatto l’amore per tre ore.

Uscendo dalla sfera personale, che semplicemente senza velleitari virtuosismi ho messo in piazza, desidero ribadire le malsane subordinazioni cui i nostri cervelli sono più o meno consapevolmente sottoposti ogni volta che apriamo gli occhi sulle fonti d’informazione.

Nella fattispecie mi riferisco al continuo sparlare su tutto quanto concerne la tragedia del Titan..ops scusate Concordia. Gran parte degli italiani, (come spesso succede nel calcio che fortunatamente non mi tocca), sono diventati esperti di navigazione, soccorso, comunicazioni, evacuazione, emergenze, disastri, recupero cadaveri, recupero relitti umani e non, recupero tesori sommersi, recupero crediti, recupero anime, bonifiche ambientali, giudici per le indagini preliminari, custodia cautelare, processi sommari, lapidazione, consolazione sopravvissuti e parenti delle vittime, pirateria, arrembaggi, Capitan Uncino, puttane a bordo, troie in cabine, concubine in fuga col capitano, e pare che qualcuno si ricordi anche di aver dato indicazioni a Cristoforo Colombo sulla rotta per andare a scoprire l’America.     

 

7 thoughts on “DI-PENDENZE

  1. Premesso che qualche dubbio mi assale quando sento che c’è voluto un’ora e quaranta per dare l’ordine di abbandonare la nave e la gente viene trovata affogata con i giubbotti di salvataggio addosso, ri-premesso che quando una intrattenitrice si vanta di aver passato “quel” particolare momento col capitano e non risulta uno straccio di cabina a suo nome, ri-ri-premesso che non tutte le navi che passano di lì si vanno ad inabissare per metà due ore dopo aver urtato uno scoglioncino… sono proprio d’accordo con te: tutti ct della nazionale, tutti navigatori e tutti Papi e papi…

    Mi piace

  2. Tempo fa ho sentito in un programma tv che trattava di medicina che la dipendenza dagli zuccheri è quasi una malattia e va trattata come tale.
    Per quanto riguarda la mania di seguire i programmi più agghiccianti, non aggiungo altro a quallo che hai detto tu, è veramente vergognoso. 😦

    Mi piace

  3. Sembra che le tragedie portini solo odiens vedi: “papi ,monti e adesso mari ” non ci salveremo se non avremo buon senso nel dare il giusto senso e priorità alle cose che ci servono veramente per vivere .
    Nadia concordo con te la basttaglia agli zuccheri è difficilissima da combattere ,ma si può provare mai dire basta 😉

    Mi piace

  4. Nadia ognuno di noi ha le sue dipendenze, le sue fobie, se ti raccontassi le mie disavventure avremmo qualcosa in comune io e te credo, oggi dovrò affrontare ancora una volta delle paure che mi assalgono, ma per le dipendenze dico che ci sono quelle buone e quelle cattive, e quelle che si vedono in ogni tragedia, in ogni caso di cronaca, per me sono le peggiori, come se assalisse una morbosa curiosità nel voler sapere e sparlare di ogni dettaglio!

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...