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STRANO NATALE? Dipende…

Come di norma si chiede sempre “che cosa fai a Natale”. Più o meno tutti le stesse cose, cena o cenone, pranzo con questi o quei parenti, insomma girala come vuoi il Natale è ritualmente simile in quasi tutte le famiglie.

Per chi non ha famiglia, l’impegno può variare, spesso si è invitati da amici o parenti oppure ci si inventa qualcosa per santificare la festa.

Per me il natale non esiste da parecchi anni e, ultimamente, ancora meno se possibile, poiché da tre anni non c’è più mia mamma perciò nemmeno la scusa di passare qualche ora in sua compagnia mi fa pensare di “fare il pranzo di natale”. Così quando mi chiedono cosa faccio a natale dico “niente” perché non me ne frega niente delle feste in generale e, non dovendo render conto a nessuno, faccio festa quando ho voglia io. Ovvio che se avessi impegni li rispetterei.

Nel mio tempo fuori dal lavoro faccio quello che ho voglia nel momento in cui ho voglia di farlo. Insomma sto per i casi miei, come si suol dire.

Comunque, narro la cronaca del mio natale (con la n minuscola perché è un giorno qualunque per me).

Ieri finito di lavorare sono andata in città a ritirare gli occhiali nuovi. Passando per piazza Duomo non ho resistito al richiamo della gola profonda, sono entrata in una rinomata gelateria per acquistare un po’ di dolci che ancora non conoscevo. Ho portato a casa l’assortimento completo dei semifreddi monoporzione (grandi come una coppetta media di gelato): otto gusti diversi, quindi otto coppette che pensavo di sbafare dopo cena come dolce.

E qui devo confessare di aver trovato il dolce che riesce a mettermi alla prova. Convinta di spolverare tutto senza battere ciglio (visto che normalmente mangio mezzo chilo di gelato prima di andare a letto con la massima tranquillità), ho attaccato la prima voracemente. Una vera prelibatezza: soffice e corposa mousse condita di pistacchi. La seconda era meringata con cioccolato, poi sono passata alla crema e cannella e quindi al torroncino. A questo punto mi sono bloccata perché non riuscivo a credere al mio stomaco che mi diceva BASTA!

Ma come rispondo io, ne abbiamo ancora quattro e sono le più golose: bignolata con caramello, tartufata, cioccolato e nocciolata, le nostre preferite!

Piantala lì altrimenti finisce male. Risponde lui!

Fammi capire, arriviamo anche a un chilo di gelato senza problemi, ci spariamo due viennette, sei magnum double e mi vai in danno per quattro semifreddi?

Eh… che tte devo dì…abbiamo trovato il dolce che sa tenerci testa.

Stiamo invecchiando?

No, no! E’ che queste sono bombe a mano, tritolo puro! Se mescoli troppo qui dentro esplode tutto. Tra l’altro a pranzo ci siamo fatti una crostata di mele con uvetta e noci più due brioche, adesso abbiamo appena finito di cenare, non è che veniamo dal digiuno eucaristico eh…

Okkei dai sospendiamo semmai riproviamo più tardi…

Questo è stato il mio cenone di natale.

Poi non ricordo bene che cosa ho fatto durante la serata, però verso mezzanotte ho ricevuto un paio di telefonate di amici per scambio di chiacchiere.

Questa mattina un paio di sogni faticosi mi hanno convinta ad uscire dal letto verso le dodici e mezza. Dopo aver fatto colazione con i rimanenti pezzi della collezione semifreddi e sei tazze di caffè, non ho resistito al richiamo del cielo azzurro in questa giornata luminosa così ho sgambettato per una decina di chilometri verso il castello di Pozzol Groppo.

Mi ha rattristato vedere solo e rassegnato al proprio destino un bellissimo falco sopra un trespolo legato a una catenella. Fungeva da guardia nel giardino di una grossa azienda agricola che sta sulla collina davanti a me. Più volte ho visto un uomo insegnare a un ragazzino l’arte della falconeria proprio con questo falco, però vederlo legato alla catena non mi è piaciuto per niente. Non so come devono essere tenuti i falchi in cattività, ma ho sempre pensato che fossero capaci di vivere solo liberi e non come animali da cortile. Sicuramente la falconeria è un’arte antica, ma io credo che come tutte le invenzioni dell’uomo vada contro la natura dell’animale. Correggetemi se sbaglio.

Tornando a valle ho incontrato un distinto signore parecchio anziano che ha cominciato a salutarmi a distanza e quando siamo stati vicini s’è prodigato in scuse perché aveva capito di avermi scambiato per un’altra persona. Niente di male gli ho risposto è un’occasione per scambiarci un saluto di pace. 😀

Fine del mio natale.

E adesso vado a far visita ad un ex vicino di appartamento che ora vive in una casa di riposo.

Ah…per favore potete dire a quelli che girano a cavallo di portare con sé un badile e il sacco condominiale per raccogliere gli escrementi piuttosto ingombranti dell’equino, specialmente se transitano dove altri vanno a correre.

Grazieeee!

Buon Natale per chi è sintonizzato su questa festa.

In ogni caso pace e bene a tutti!

5 thoughts on “STRANO NATALE? Dipende…

  1. Di escrementi cavallici non ne so niente, se li metti a confronto con quelli di un bastardo di cane, sicuramente vince il cavallo, in termini di quantità.
    Pero, fammi dire, tutte le mattine porto il mio bastardo, scusa la parola, a cagare, e sovente calpesto di tutto, anche quella, che dicono porta fortuna…non lo faccio apposta ma capita con cacatine semplici. Ma anche nei miei percorsi ci sono equini che lasciano i loro rocordoni, e col mio bastardo appresso mi districo.
    Faccio slalom con scarpette adeguate, sono di pezza, con suola aderente, nel frattempo mi accendo una emmeesse chiara, Billo aspetta diligentemente e dopo si riprende. Solo per dire…ben vengano le cagate animali, sempre meglio di quelle umane, senza contare lattine e vetri, che non lasciano i cacatori.

    Buone feste Evaporata.

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  2. Credo che ognuno festeggi il Natale come se lo sente nel cuore, e tu comunque non hai fatto finta di condividere tradizioni che non senti nel profondo. Le persone come te mi piacciono, perché anche se sembrano totalmente diverse proprio lì, nel profondo, mi assomigliano tanto. Buon anno amica carissima! 😀

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