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ALTACOLLINA

Ieri in pausa pranzo ho approfittato della giornata di sole per una corsetta leggera sulla strada di Altacollina. Non facendo quel percorso da almeno tre settimane ho notato, come sempre, “mutamenti e movimenti” del paesaggio circostante.

Già all’inizio della salita s’è presentata una nuova e graziosa casetta in mezzo a un campo, nata all’improvviso come un fungo. Ma ciò che più mi ha colpito è vedere che, nel pezzo di terreno davanti, sono stati posti a dimora tanti piccoli alberi avvolti in teli di plastica pesante. Dalle poche foglie che ho visto sbucare sembravano ulivi, ma temo di essermi sbagliata poiché da queste parti la coltivazione delle olive non c’è perché il clima non è adatto. Mi riservo di verificare in seguito la natura delle piante. Sia la casetta sia la piantagione sono ben inseriti nel contesto paesaggistico perciò mi ha fatto quasi piacere notare questo nuovo arredo.

Poco più in là il mio entusiasmo è stato smorzato dalla visione di un paio di grossi televisori con tubo catodico sbattuti dentro un fosso a marcire e far marcire un pezzo di natura.

Vabbé funziona così, mi dispiaccio ma non meraviglio, purtroppo ne vedo spesso di porcate del genere.

Proseguendo, il mio giretto prevede l’osservazione di una vecchia cascina malandata recuperata da una giovane famiglia che, senza grandi trasformazioni né restauri, l’ha popolata coltivando i campi intorno in modo artigianale per vendere direttamente i frutti del lavoro. Nella cascina vivono anche un paio di vitelli e qualche mucca che stanno sotto una baracca, ora completamente protetta da pareti di legno recuperato da vecchi portoni per riparare gli animali dal freddo. Questa cascina non ha alcun tipo di recinzione, se non quella fornita dagli arbusti selvatici che delimitano il confine con il fosso, perciò ieri ho potuto notare anche un corposo gruppetto di galletti e faraone che se la razzolavano allegramente vicino alla strada.

“Guarda un po’” mi sono detta, oggi il pollame è in libera uscita, è la prima volta che lo vedo così vicino alla strada. Ma…pochi passi più avanti ho visto dentro l’aia un furgoncino con sopra alcune gabbie, e la mia serena considerazione sul pollame in libertà ha virato verso un dubbio meno felice: “temo che questi pennuti stiano fumando l’ultima sigaretta prima del patibolo natalizio”. Ognuno ha il proprio destino dal quale è impossibile fuggire, penso rassegnata, mi solleva lievemente il fatto che non sarò tra i fruitori di questo sacrificale popolo piumato.

Mi porto questo rammarico quasi fino in cima alla salita dove il panorama scioglie tanti nodi grigi dell’anima. Là, in prossimità della chiesetta di San Bartolomeo si arriva al bivio che ti fa scegliere tra proseguire verso il piano alto, oppure scendere per chiudere il giro. Per questioni di tempo devo scendere perciò mi rivolgo verso la meraviglia che illumina gli occhi: ho davanti a me il castello di Nazzano, la pianura con tutte le città e laggiù, benché lontana oltre duecento chilometri, imponente e fiera quasi tangibile la lucente catena delle Alpi Piemontesi. Una visione godibile nelle giornate limpide come queste, ma sempre di quella sorprendente bellezza alla quale non ci si abitua mai…per fortuna!     

 

15 thoughts on “ALTACOLLINA

  1. Molto bello e dettagliata la descrizione della natura, anche a sfondo ecologico quando di vecchi televisori: “…con tubo catodico sbattuti dentro un fosso a marcire e far marcire un pezzo di natura”, e’ una visione molto malinconica (oltre che riprorevole) anche dal punto di vista del vecchiume tecnologico “sbattuti” come rifiuti nella natura, deturpandola non solo visivamente.

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    1. Grazie per il tuo commento Vanni, le cronache campagnole sono la mia testimonianza di quanta bellezza abbiamo intorno e di quanto non ce ne acccorgiamo. Basta veramente poco per conservare il bene du tutti ma, evidentemente, c’è chi non apprezza questi doni impagabili.

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      1. Ti capisco benissimo in quanto io sono di origine contadina e in particolare della Puglia. Colgo l’occassione per augurarti un Buon Natale in famiglia. Ciao

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  2. Certo che ce ne vuole di idiozia per trascinare fin lì due grossi televisori, prevedibilmente ingombranti, prevedibilmente pesanti, prevedibilmente eterni (il tubo catodico, in vetro, non marcirà mai).
    Ma ci sono speranze.
    Spero che almeno un televisore, mentre veniva scaricato, sia caduto sul piede dell’idiota, e che gli abbia fratturato un metatarso.
    Spero che il nuovo televisore LED a 55″ gli si bruci irreparabilmente il giorno dopo della scadenza della garanzia.
    Spero che proprio accanto a casa sua, sopravento, realizzino il deposito dei camion compattatori dell’immondizia.
    Spero che gli si si intasino tutti gli scarichi durante la settimana nella quale sarà affetto di una forte influenza intestinale.
    Spero che persone più idiote di lui diventino i suoi nuovi vicini.
    Spero che la prossima volta che scaricherà qualcosa tra le fratte incontri BigFoot in calore.
    Spero che la sua razzaccia faccia la fine dell’uomo (si fa per dire) di Neanderthal.
    Amen
    😦

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    1. Caro Stelio, potrei fare aggiornamenti quotidiani su quello che trovo sparso per le campagne. Proprio vicino ad un campo dove passo di frequente ogni settimana le suppellettili cambiano. Vedo cucine a gas, lavatrici, divani, poltrone di tutto. Il contadino che coltiva quei pezzi di terra probabilmente li porta altrove poiché la porcheria non resta molyo in loco. Lui ha messo vistosi cartelli con scritto: “questa non è una discarica”, ma non servono a nulla. Vorrei proporre al contadino di mettere un telecamera alimentata a pannelli solari per riprendere i fetenti e poi riportare a casa loro quanto depositato senza vergnogna.

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  3. Fa dispiacere anche perchè ora esistono oramai ovunque le zone ecologiche dove si possono portare gli elettrodomestici vecchi….. sembra che il mondo parli due lingue una della responsabilità e l’altra della negligenza e finchè ci sarà l’indifferenza per il bene di tutti chissà quanti ancora ne vedremo di nefandezze in giro… a volte penso che ci vorrebbe un cataclisma tipo come quello della scomparsa dei dinosauri ora in versione “umana” per poter ricominciare un mondo nuovo e migliore …ma sarà poi così????????? 😦

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  4. La natura è la prima vittima dell’egoismo dell’uomo moderno… la piega ai propri voleri, la violenta in vari modi, non la rispetta buttando ovunque…
    Vago per le campagne della Pianura Padana e per le montagne italiane e vedo tante ferite… che non vedo quando vado in Austria e Germania… questo mi fa molto pensare… come mi fa pensare il fatto che nel paesino austriaco dove passo da qualche anno le vacanze estive prima dell’arrivo in massa degli italici le strade sono linde di tutto… a partire dai primi giorni di Agosto… carte, cicche, escrementi di animali, bottiglie varie…
    Forse devo correggere l’inizio Uomo Moderno Italiano.

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    1. Caro Claudio anch’io ho avuto modo di apprezzare l’educazione ed il rispetto verso il patrimonio naturale che abbiamo. Non ero in Austria ma in Alto Adige, qui da noi chissà perché è così difficile capire che questi comportamenti fanno male a tutti.

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  5. Cara grazie per averci portato con te in questa passeggiata, constato che facciamo di tutto per rovinare ciò che circonda a volte, per esempio gettando i televisori così per strada, ma per fortuna un pò di bellezza ancora c’è, e speriamo che duri almeno quella:-) Un baciotto

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  6. I televisori da rottamare in campagna sono una vergona che disgraziatamente non possiamo controllare. Spero che l’ultima sigaretta del “pollame” sia stata goduta adeguatamente.

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