Opinione

FUROR DI POPOLO

Il furore distruttivo di uno tsunami è imprevedibile, incontenibile e inevitabile.

La stupidità umana è prevedibile, contenibile ma viene ignorata.

Viene ignorata perché gli umani sono stupidi e ignorano volutamente ciò che disturba i loro interessi personali.

Qualche personalità autorevole ha paragonato quanto accaduto a Genova ad uno tsunami.

Da ciò si evince che esiste un tipo di tsunami mai verificatosi fino ad ora perché era prevedibile, contenibile ed evitabile.

Personalmente auspico che finalmente il furore del popolo faccia piazza pulita non solo del fango che ha invaso strade e case, ma anche del putridume umano composto da amministratori pubblici scaduti al punto da essere ormai in avanzato stato di decomposizione.

7 thoughts on “FUROR DI POPOLO

  1. La sensazione che ho, dopo aver iniziato a metabolizzare il dolore e la tristezza è quella della necessità di una pulizia profonda, che passi per le coscienze e si trasformi in azioni coraggiose, che esulino dagli interessi personali o di partito. Quello che mi commuove è l’entusiasmo con cui centinaia di giovani (e non) si stanno dando da fare per ripulire concretamente. Oggi sotto un pallido sole si sentono i rumori delle ruspe, delle pale e delle mazze, quasi una musica, vista la situazione 😉

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  2. Dato che sono un inguaribile ottimista, mi sia concesso dire che non riesco a vedere tutto questo furore.
    Talvolta capita, è vero, per un gol annullato, per una svendita di giocattoli elettronyci, per un autografo, per andare al mare, per un occasionale linciaggio.
    Però son tutte manifestazioni tipiche dell’elettricità statica, quella dei fulmini per intenderci, un lampo, un gran boato, e poi, tranne che per la singola vittima della folgore, tutto torna come prima; risultati zero.
    Altro tipo di elettricità servirebbe, quella che, seppur invisibile e silenziosa, fa girare un motore, accende una lampadina, riscalda l’ambiente, cambia le cose, ma non per questo è meno pericolosa, soprattutto per chi ne vuole interrompere il flusso e la potenza.
    Se questo “furore” fosse veramente sentito e condiviso avremmo una marea di disobbedienti civili, una massa di gente che se ne impippa delle grida manzoniane di questo governo di burattini, e che smetterebbe di abbassare quotidianamente il muso sul truogolo televisivo, per esigere a gran voce, pena il divorzio, un’informazione corretta e obiettiva; i pendolari, tutti i pendolari, reclamerebbero, minacciando il blocco totale di tutta la circolazione ferroviaria, un servizio “degno”; i poveri diavoli obbligherebbero i grand commis a servirsi esclusivamente della sanità pubblica, a fare la fila al pronto soccorso, ad attendere sei mesi per un esame salvavita, a sperare che ti capiti un chirurgo e non un macellaio; la gente infuriata non si fermerebbe più all’arrivo delle auto blu a sirene spiegate, anzi, smetterebbe di frenare; i rivenditori di uova e ortofrutta farebbero affari d’oro per rifornire tutti quelli che intendono dimostrare il loro dissenso verso gli amorevoli complici di questo sistema, specialmente se rossovestiti e con scarpine di Prada, e poi andrebbe in massa a votare solamente per il gusto di scrivere “manica di stronzi” sulla scheda elettorale; le persone oneste pretenderebbero un repulisti di corruttori ed evasori, rifiutandosi di pagare chi propone loro “facciamo senza fattura, va bene?”, e marcerebbero sulle aziende alimentari che spacciano cibi adulterati o fasulli, obbligando i dirigenti a nutrirsi “esclusivamente” con le loro schifezze, e poi via, per dodici mesi mandarli a svuotare pozzi neri; chi lavora andrebbe in banca e si riprenderebbe i “suoi” soldi, anche se pochi, per convincere le banche a smetterla con le invenzioni di un mondo che non esiste, e obbligherebbe nuovi governanti a riscrivere le leggi secondo i veri dettami della costituzione, e non diecimila leggi, ma solo quelle che servono e scritte chiare, che anche un essere umano possa capirle.
    Ma di questo furore non v’è traccia.
    Al massimo vedo e prevedo il “Furore” di Steinbeck, una massa di persone sfortunate, flagellate dalla miseria e dalla depressione, in cerca di una speranza e di una felicità che i politicanti giurano esista subito dietro l’orizzonte.
    E meno male che sono ottimista…

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    1. Stelio, tu sai come la penso sulla capacità/voglia di reazione degli umani. Tuttavia non mi sento di spegnere la solidarietà (benché fugace come un battito di ciglia) di quei pochi che vogliono portare aiuto economico e/o pratico, togliendo anche quel barlume di speranza che appare dentro gli occhi dell’amica Laura che ha scritto il commento sopra il tuo. .-)

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  3. Questo paese è tutto una frana, ma la peggior frana è quella che si sente dentro al cuore vedendo il non ritorno a un’umanità che non vuole cambiare per salvarsi e così inesorabilmente soccombere 😦 …..comunque forza e coraggio non mancano e si va avanti …

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